Il Negozio del Giunco, showroom di arredamento etnico, è prima di tutto una simpaticissima famiglia che ha intrapreso questa attività imprenditoriale dopo un lungo viaggio di nozze in India, negli anni ’80.

Filippo, Monica, Enrico e Stefania sono stati i primi importatori in Italia di arredamento etnico di lunghissima durata e qualità. Il medesimo legno di bambù dei loro mobili è usato nel sud-est asiatico per costruire ponti – così tanto per dire.

Dovendo fronteggiare l’insorgere, negli ultimi anni, dei colossi dell’arredamento usa e getta, il Giunco ha visto rapidamente scemare il traffico a piedi nel negozio.

Le coppie che prima venivano anche da fuori regione per scovare i pezzi unici all’interno del curatissimo bazar, erano progessivamente state inghiottite dai lunghi budelli di Ikea e Maison du Monde – anche se ne uscivano ricolme di scatoloni di truciolato, oltretutto smontato.

Per questo motivo Filippo ha deciso di aprire un secondo canale di vendita ed affidarsi ad una agenzia digitale.

Il nuovo fornitore, forte dei poster di Steve Jobs al muro e dei paroloni futuristici, ha promesso popolarità, vendite e fatturato. Purtroppo, niente di questo si è verificato.

Anzi, ha addirittura affossato anche quel poco di posizionamento online che il Giunco si era ritagliato.

Per farti capire il livello di improvvisazione circense che affligge il settore delle agenzie di marketing, devi sapere che questi manigoldi hanno cambiato il dominio del sito ecommerce, senza impostare le necessarie istruzioni per i motori di ricerca.

Si tratta di una conoscenza talmente basilare che sarebbe come un elettricista che non è capace di svitare una lampadina.

In pratica il Giunco si è ritrovato invisibile dalla notte alla mattina. Per compensare il calo delle vendite, l’agenzia aveva oltretutto alzato – spropositatamente e in totale silenzio – i budget pubblicitari.

Molti imprenditori si sarebbero lasciati sopraffare da questi continui ostacoli; per sua fortuna non Filippo, che ha sfoderato grande risolutezza ed ha cercato attivamente delle soluzioni per salvare l’azienda e la famiglia.

Quando si è rivolto a noi, l’infrastruttura digitale era al collasso.

Applicando il nostro metodo di gestione degli ecommerce, pian piano abbiamo rivitalizzato il sito di ecommerce.

A distanza di 11 mesi, i risultati non si sono fatti attendere:

  • aumentate le vendite web del 77% (superati abbondantemente i 5 zeri)
  • alzato lo scontrino medio del 58%
  • abbattuta la spesa pubblicitaria su Google Ads del 58%

Lavorando insieme a noi, la famiglia è tornata a guardare con fiducia al futuro della propria azienda. Gli sguardi corrucciati hanno fatto spazio alle solite battute pungenti di Filippo; i silenzi carichi di tensione sono scomparsi in favore delle allegre risate di gruppo.

E per il 2020 abbiamo pianificato un ulteriore raddoppio del fatturato ecommerce.

Se ci hai fatto caso, i numeri che ho citato non hanno niente a che fare con like, visualizzazioni, posizioni su Google ecc.

Somake è la prima agenzia di marketing data driven a Firenze – ma i dati che guidano le nostre campagne pubblicitarie sono quelli direttamente collegati alle performance dei nostri clienti.

Come cambierebbe in meglio il rapporto con i tuo collaboratori, se tu potessi mostrare risultati in crescita, costanti e duraturi nel tempo?

Prendi un appuntamento con noi per capire se possiamo progettare una soluzione per la tua azienda.

Massimo Ciotta

Massimo Ciotta

Nasce come hiker ma la sua vocazione è il marketing. Come ogni Guru che si rispetti ha una sua routine quotidiana che inizia all’alba. Nei momenti di massima concentrazione usa la tecnica del pomodoro e si nutre solo di pistacchi, ma le vere intuizioni arrivano durante le sue camminate in mezzo alla natura.