Massimo: Benvenuti al podcast Omnifunnel Show. Ho sentito l’esigenza di mettere i miei pensieri sul nastro digitale perché l’altro giorno è successa una cosa molto strana qui in agenzia da noi. Sono stato tutto il giorno in giro per Firenze per lavoro ad incontrare clienti. Torno in ufficio alle 6 del pomeriggio e non trovo nessuno a lavorare. Sento la televisione accesa nell’altra stanza, quindi mi precipito. Pensavo che fossero a vedere la partita; ero pronto a incazzarmi e invece ritrovo tutti davanti alla televisione a seguire il Marketing Live di Google 2018. Allora qui con noi oggi ho un reduce: Tiziano.
Tiziano: Ciao a tutti!

Massimo: Tiziano in Somake è il PayPerClick Specialist. Ci puoi spiegare Tiziano cosa fa un PPC Specialist?
Tiziano: Allora un PPC specialist è uno specializzato nel marketing digitale e più precisamente nella advertising ovvero tutte le campagne che riguardano il pay per click: pagare per il singolo click che ti porterà all’azione.

Massimo: Ok perfetto quindi tu segui le campagne di marketing online dei nostri clienti e in particolare ti assicuri che i soldi che loro spendono su Google e Facebook si convertono in..
Tiziano: un sacco di cose Massimo.

Massimo: Ok allora noi abbiamo tre tipologie principali di clienti che sono: ecommerce, aziende B2B e una categoria un po’ più trascurata da Google che sono i negozi fisici. Però abbiamo visto che ci sono dei nuovi formati pubblicitari che serviranno proprio a portare i clienti anche a chi ha negozio fisico quindi a farsi trovare online e aumentare il cosiddetto Drive to Store.
Giusto?
Tiziano: Sì Massimo, ci sono state un sacco di innovazioni al Google Marketing Live e soprattutto riguarderanno determinate parole chiave che mi sono segnato visto che sono un malato della campagne AdWords e di tutte le keywords che cerco sempre. Mi sono segnato tre parole chiave fondamentali per comprendere meglio quello che è stato il marketing live di Google. La prima sicuramente è machine learning; machine learning è legato molto a quelli che sono i tecnici del lavoro perché come vedremo dopo le strategie legate a questa evoluzione del cervellone di Google servono molto di più a chi come noi svolge la professione del marketer.
Poi abbiamo come seconda parola chiave direi smart; smart è una parola che abbiamo risentito per tutte le ore live della conferenza e che riprende soprattutto quello che è la velocizzazione del processo di creazione delle campagne e anche la facilitazione per gli utenti che non sono direttamente dei diciamo dei marketer degli specializzati.
Ultima parola chiave mobile first ma la vediamo dopo insieme perché una innovazione in particolare è legata a questo.

Massimo: Ok quindi allora l’altra sera Google ha mostrato le novità che riguardavano gli strumenti pubblicitari del suo circuito Google Ads. Fermi tutti, cos’è Google Ads? io ero rimasto a Google AdWords. Mi collego e trovo Google Ads.
Cosa sta succedendo?
Tiziano: Succede che BigG ha deciso di cambiare un po’ il look e da Google AdWords siamo passati a Google Ads. Questo rebranding a livello visivo e a livello di user experience lo avevamo scoperto da un po’ di tempo fa, quando è cambiata l’usabilità di Gmail è cambiato sia il font che poi la grafica di tutta la piattaforma Drive e soprattutto quando a fine anno scorso inizio dell’anno abbiamo cominciato a usare AdWords in versione beta che adesso poi si trasforma in Google Ads e sarà la piattaforma principale per fare advertising.
Di questo c’è da sottolineare l’importanza nel cambiamento non solo del piccolo logo che aggiunge un colore che si trasforma in quello che è il design di Google di quest’anno ma soprattutto una trasformazione interna della piattaforma che crea molte più tab e molte più possibilità per gli addetti ai lavori di compiere azioni in contemporanea e compiere azioni per tutte le campagne che vengono amministrate

Massimo: Dunque la piattaforma di Google si rinnova e intanto cambia nome e cambia aspetto grafico e soprattutto cambia l’interfaccia.
In particolare adesso ci permette di andare più veloce nella gestione delle campagne per i nostri clienti e al suo interno comunque riusciamo a monitorare e ottimizzare campagne su diversi circuiti.
Quindi rimangono le campagne per la Ricerca, rimane Shopping, rimangono le campagne Mobile e soprattutto sono potenziate le campagne Display e Video. In particolare i nuovi strumenti per le campagne pubblicitarie video hanno acceso la nostra fantasia.
Cosa succede?
Tiziano: Allora Massimo, tu sai bene quanto io sia malato per i video e quanto mi piacciano le campagne video.

Massimo: Da bravo Millennial.
Tiziano: E quindi sai bene che quando hanno presentato i nuovi formati e la nuova possibilità di biddare e quindi di scegliere la strategia di offerta su YouTube mi sono subito alzato in piedi e mi sono messo accanto allo schermo a guardare queste innovazioni e queste innovazioni riguardano soprattutto quello che è lo strumento per eccellenza per attrarre attenzioni. Infatti mi sembra fosse tre volte tanto l’attenzione mossa da un video piuttosto.

Massimo: Suscita tre volte reazioni rispetto al testo.
Tiziano: Ecco e in questo infatti Google ha presentato il True View for Reach che è un nuovo formato basato fondamentalmente su quella che è la Reach ovvero la copertura, arrivare a più persone possibili e aumentare l’awareness del brand, che però a me ha portato sempre a quel disagio che ho nel creare le campagne YouTube e non riuscire a portare all’azione.
E qui veramente c’è stata l’innovazione che per me e per la nostra agenzia penso sia la più importante nella creazione di campagne video: quella di creare video con una CallToAction e quindi un True View for Action. Questo TVFA è spettacolare a livello di creazione perché tu puoi mandare il tuo video, mettere sotto un piccolo banner e anche quando il video si stoppa o finisce il banner si sposta lateralmente e può continuare ad essere presente e ad essere cliccato.

Massimo: Ok allora praticamente qual è sempre stato il grosso limite della pubblicità su YouTube. Ha la potenza di uno spot, ricordo che YouTube è il quinto canale televisivo più visitato in Italia quindi messo al pari delle reti televisive è al quinto posto.
Quindi grandissimo pubblico, pubblico mediamente un po più giovane e alto spendente del pubblico della televisione. Il problema degli spot televisivi è che non era facile far proseguire il cliente nel suo percorso con il brand.
Ad esempio noi abbiamo quest’anno fatto una bellissima campagna YouTube a Malta per un nostro cliente che è Carlo, anzi lo saluto. Ciao Carlo!
Questa campagna andava molto bene quindi avevamo trovato un segmento di pubblico che amava i suoi video, tra l’altro Carlo è molto bravo nel public speaking nel video.
Quindi un formato per lui ideale e la campagna andava talmente bene che stavamo spendendo un centesimo a visualizzazione. Quindi un euro ogni 100 visualizzazioni. Perfetto.
Il problema era che era difficile trasformare questo interesse questo pubblico che si guardava i video in un’azione successiva, quindi – che ne so – portare questo traffico sul sito web, oppure fallo iscrivere alla newsletter, oppure farlo iscrivere al corso che stava organizzando che stava lanciando Carlo il mese successivo. Quindi è stato questo sempre il limite di YouTube e in effetti i marketer tendenzialmente nel media mix tendono a non includere YouTube e lo lasciano come ultima scelta.
Con questa nuova innovazione con questo nuovo strumento che offre Google diventa un canale assolutamente da considerare per gli investimenti pubblicitari
Tiziano: Inoltre per Carlo mi ricordo che erano molto lunghi i tempi di visualizzazione perché un tempo di visualizzazioni su Youtube per essere contato come visualizzazione deve superare una buona parte del video iniziale, i 30 secondi famosi e in questo c’è un’altra innovazione importante proprio a livello di della piattaforma video di Google è quello del Maximize Lift Bidding ovvero una nuova strategia di offerta.
Quindi un’asta basata sulle persone che tu andrai a raggiungere, queste persone che tu andrai a raggiungere saranno le più facilmente interessate a continuare a vedere il tuo video. Quindi non solo si migliora le performance a livello di click ma si migliora anche le performance a livello di visibilità, è possibile questo grazie alla famosa parolina magica che ho detto prima ovvero al machine learning.

Massimo: Ok quindi anche YouTube si sta attrezzando come già prevede Facebook con un pubblico lookalike. Quindi la piattaforma va a proporti nuovi segmenti molto simili a quelli che rispondono bene. Corretto?
Tiziano: Sì

Massimo: Perfetto allora e per la cara vecchia ricerca cosa abbiamo?
Cosa ci propone Google di novità?
Tiziano: Allora qui è partito il buon vecchio Antonio Chavez che ha cominciato a raccontare subito quali sono le novità a livello di search ADS advertising sulla rete di ricerca e Antonio Chavez ha lanciato subito tre bombe sull’advertising.
La prima riguarda la creazione degli annunci. Fino adesso gli annunci che potevamo creare su AdWords erano diciamo un po limitati ovvero non c’era una grande capacità se non quella personale di creare molteplici possibilità e mettere insieme la headline che sarebbe la prima parte del nostro annuncio insieme alla descrizione ovvero la parte più piccola che si trova sotto.
Adesso questa innovazione si chiama Responsive Search Ads. Si possono combinare ben 15 headline quindi 15 titoli con 4 diverse description. Al marketer – ovvero a me – starà scrivere quindi 15 headline e 4 description e Google con il suo machine learning e l’intelligenza artificiale che è collegata alle performance degli annunci, sceglierà quali sono i match e quali sono i mix migliori che performano di più per il nostro obiettivo finale.
Inoltre questo è un mondo mobile first, quindi tutti usiamo moltissimo il nostro telefonino e anche nella rete di ricerca risulta fondamentale pensare a questo che cosa ha detto Chavez. Verrà inserito nella piattaforma di AdWords un nuovo indicatore che è quello relativo alla velocità della landing page ovvero della pagina di atterraggio della pagina dove l’annuncio porta all’utente. Questo speed score della landing page fa sì che l’annuncio abbia una qualità maggiore o minore è un po come il punteggio di qualità che era già precedentemente presente su AdWords e questo punteggio da 1 a 10 determinerà fondamentalmente anche l’andamento e la pubblicazione degli annunci.
La landing page come abbiamo visto già precedentemente da Google era stata considerata come un elemento fondamentale e aveva proposto molte volte la creazione di AMP che sono mobile page accelerate. Con questo punteggio di qualità si potrà subito capire quanto è performante o meno la nostra landing page.. Google che cosa ha creato? Ha creato un’integrazione su Analytics fra Google AdWords e Google Analytics e quindi sulla piattaforma di lettura dei dati del sito web, un report che si chiama Cross devices Reporting and Remarketing.
Questo report è molto legato a l’uso dei plurimi smartphone in possesso degli utenti tant’è che un utente Millennials usa circa 4 schermi al giorno diversi per compiere le azioni.
E con questo report sarà più facile e più comprensibile quali sono i canali più performanti e com’è il journey ovvero il viaggio che l’utente fa all’interno della nostra strategia e della nostra campagna.

Massimo: Sì, decisamente cross device reporting e remarketing è una funzione spettacolare perché finalmente ci permette di seguire un utente in tutti i suoi spostamenti di device, quindi mettiamo che uno al mattino sul treno mentre si reca al lavoro utilizza lo smartphone e naviga da lì poi al lavoro passa al desktop e infine a casa la sera utilizzi un tablet e una Smart TV.
Ecco finalmente noi riusciamo a capire meglio i suoi comportamenti, come ama acquistare e cercare informazioni su brand o aziende, riusciamo ad essere molto più precisi con la pubblicità.
Chiaramente la personalizzazione si trasforma in campagne più efficaci e abbatte i costi di pubblicità delle aziende.
Bene allora altre succose novità e innovazioni: Smart Campaigns e Smart Shopping Campaigns, io non ho capito cosa sono.
Ce lo spieghi tu?
Tiziano: Sì te lo spiego io Massimo e soprattutto il ritorno mi ricollega a quello che avevo detto all’inizio ovvero alla parolina chiave smart, che per Google è sinonimo di facilità e velocità. E queste campagne lo sono proprio. La prima, le Smart Campaigns, sono delle campagne per business offline. Quindi coloro che non hanno un ecommerce o che non hanno un sito web. Queste Smart Campaigns danno la possibilità di creare degli annunci che poi si trasformeranno in Auto Optimized Landing Page, ovvero delle pagine d’atterraggio create direttamente da quello che è l’annuncio.
Smart shopping invece sono quelle campagne che spero mi regaleranno tante gioie a livello di feed ovvero per ricaricare i prodotti sulla nostra campagna.
Che cosa sono queste Smart Shopping Campaigns? Sono semplicemente un’integrazione delle campagne dalla piattaforma AdWords alla piattaforma web, ovvero sul sito in cui viene fatto l’ecommerce. In questa integrazione ovviamente avremo in un’unica piattaforma Google Ads e Merchant Center che è il feed, ovvero il catalogo dei prodotti dell’ecommerce e credo che questo mi aiuterà tanto tanto in quelle giornate che ho passato a caricare manualmente i prodotti.

Massimo: Si effettivamente Google Shop è sempre stato rognoso per tutti i marketer.
Purtroppo è un canale che funziona veramente bene quindi i nostri clienti che hanno ecommerce vendono tantissimo da shopping e quindi è un canale irrinunciabile.
Però sì, ecco il lavoro che c’è dietro è immane perché Google vuole un feed perfetto con tutte le informazioni leggibili al loro posto e quindi c’è un gap, c’è sempre stato un gap tra programmatori e advertiser.
In questo caso noi effettivamente più volte abbiamo sbattuto la testa al muro per far funzionare Google Shopping. Che succede con l’Automated feed? Da quello che abbiamo capito, Google va a prendersi direttamente dal sito il catalogo prodotti e poi lo spara, chiaramente sul circuito pubblicitario.
Una cosa interessante farà con questo catalogo è incentivare il Drive to Store, quindi a quello che ho capito i business locali potranno far vedere che prodotti hanno a magazzino.
Ieri al Google live sono stati piuttosto vaghi su questo punto però sembra essere proprio un’ennesima innovazione a favore dei business locali, quindi ottimo. Google ha veramente rivoluzionato tante fasi della sua piattaforma quindi per ogni suo formato ha portato un’innovazione che effettivamente ha senso che effettivamente accogliamo come decisiva. Quindi non vediamo l’ora di cominciare e andare a vedere come evolverà l’advertising online.
Allora Tiziano credo che siamo in chiusura, abbiamo detto le cose che ci hanno colpito di più. Un ultimo cenno sulla Google Marketing Platform, quindi una serie di tool integrati.
Quali possono essere i vantaggi per gli inserzionisti?
Tiziano: Allora la Marketing Platform 360 riguarda tutte le sfaccettature dell’advertising e del tracciamento dei dati per Google e quindi ci sarà Display, Video, Search Ads e Analytics, tutte nella stessa piattaforma. Diciamo che è un mega cervellone di tutte le attività che vengono fatte su Google da parte di un brand.

Massimo: Bene, ottimo allora su questo argomento abbiamo detto quello che avevamo da dire.
Grazie per l’attenzione e seguiteci perché ci stiamo divertendo un casino a fare podcast, anche se è tutto un mondo da scoprire per noi. Pubblicheremo contenuti sempre più interessanti. A presto.
Tiziano: Ciao!

Massimo Ciotta

Massimo Ciotta

Nasce come hiker ma la sua vocazione è il marketing. Come ogni Guru che si rispetti ha una sua routine quotidiana che inizia all’alba. Nei momenti di massima concentrazione usa la tecnica del pomodoro e si nutre solo di pistacchi, ma le vere intuizioni arrivano durante le sue camminate in mezzo alla natura.